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Proteggere i cavidotti: dal furto di rame alla sicurezza delle infrastrutture critiche
GPS Standard - Sistemi Perimetrali di Antintrusione
Pubblicato da Communication Office in Commerciale · Giovedì 06 Ago 2026 · Tempo di lettura 11 minuti
Tags: cavidotti, furto, di, rame, sicurezza, infrastrutture, critiche, reti, elettriche, telecomunicazioni, infrastrutture, ferroviarie, infrastrutture, industriali, sicurezza, dei, cavidotti
Quando si parla di sicurezza dei cavidotti, il primo rischio a cui si pensa è quasi sempre il furto di rame. È un problema concreto e in crescita, che negli ultimi anni ha interessato reti elettriche, telecomunicazioni, infrastrutture ferroviarie e industriali in diversi Paesi. Tuttavia, considerare la protezione di un cavidotto esclusivamente come una questione di prevenzione del furto significa fermarsi alla superficie del problema. In molte infrastrutture moderne, infatti, il valore del cavo è molto inferiore al valore del servizio che quel cavo permette di erogare.
 
Un cavidotto può trasportare energia, telecomunicazioni, dati, segnali ferroviari o collegamenti fondamentali per il funzionamento di un impianto industriale. Quando una tratta viene danneggiata, interrotta o intenzionalmente compromessa, le conseguenze possono quindi essere molto più importanti del semplice costo necessario per sostituire il cavo. Per questo motivo la protezione perimetrale delle infrastrutture lineari deve essere considerata come una componente della sicurezza fisica e della continuità operativa, non semplicemente come un sistema antintrusione destinato a proteggere un bene materiale.

 
Il furto di rame è solo una parte del rischio
 
Il fenomeno dei furti di rame dimostra bene quanto sia cambiato il contesto nel quale operano i responsabili della sicurezza. Un recente articolo del Financial Times ha evidenziato come l'aumento del valore del rame stia alimentando una nuova ondata di furti che interessa infrastrutture di telecomunicazione, reti ferroviarie e sistemi energetici in diversi Paesi. Il problema non riguarda quindi solamente il materiale sottratto, ma anche le conseguenze operative che derivano dall'interruzione dei servizi.
 
Nel Regno Unito, per esempio, il furto di cavi ha avuto un impatto significativo sulle reti di telecomunicazione. Openreach ha stimato danni per miliardi di sterline nell'arco di circa un decennio, mentre migliaia di utenti hanno subito interruzioni della connettività. In ambito ferroviario, il furto di cavi può invece provocare ritardi, cancellazioni e disservizi che hanno un costo molto superiore al valore del rame recuperato dai criminali.
 
Questo permette di comprendere un concetto fondamentale quando si parla di sicurezza perimetrale: l'asset da proteggere non è necessariamente quello che vediamo. Il cavo rappresenta l'infrastruttura fisica, ma il vero asset può essere il servizio che viaggia attraverso quella infrastruttura. Una rete dati, un sistema di comunicazione ferroviaria o una connessione utilizzata da un'infrastruttura critica possono avere un valore operativo enormemente superiore a quello del materiale che li costituisce.
 
La protezione antintrusione perimetrale deve quindi partire dalla comprensione di questo valore e delle conseguenze che avrebbe una compromissione dell'infrastruttura.

 
Un cavidotto può essere esposto a diverse tipologie di minaccia
 
Il furto rappresenta solamente uno degli scenari che devono essere considerati durante un'analisi del rischio. Un cavidotto può essere danneggiato accidentalmente durante un'attività di scavo, può essere oggetto di vandalismo o sabotaggio e può essere raggiunto intenzionalmente da persone che vogliono interrompere un servizio o accedere fisicamente all'infrastruttura.
 
Nel caso di cavi utilizzati per trasportare informazioni sensibili, il problema può assumere una dimensione ulteriore. L'accesso fisico non autorizzato alla rete può infatti rappresentare un rischio anche quando l'obiettivo non è quello di sottrarre il cavo. In determinati scenari, la manipolazione dell'infrastruttura o un tentativo di intercettazione fisica possono diventare parte di un attacco più ampio.
 
Per questo motivo, progettare la sicurezza perimetrale di un cavidotto richiede innanzitutto una corretta valutazione delle minacce. Prima di parlare di PIDS, telecamere, fibra ottica o altre tecnologie di rilevamento, bisogna capire quale infrastruttura si sta proteggendo, dove si trova, quanto è accessibile, quali sono le minacce realistiche e quali conseguenze avrebbe un'interruzione.
 
È un principio semplice, ma molto importante: la tecnologia dovrebbe essere la conseguenza dell'analisi del rischio e non il punto di partenza del progetto.

 
La protezione perimetrale delle infrastrutture lineari è un problema particolare
 
La sicurezza perimetrale di un edificio può essere progettata intorno a un'area relativamente compatta e facilmente delimitabile. Quando invece si deve proteggere un cavidotto che si sviluppa per diversi chilometri, le difficoltà cambiano completamente. L'infrastruttura può attraversare aree industriali, terreni agricoli, zone urbane, strade, ferrovie e aree remote, con condizioni ambientali e livelli di accessibilità molto differenti lungo il percorso.
 
In questo scenario non è sufficiente sapere che si è verificato un evento. Per una corretta gestione dell'antintrusione perimetrale è fondamentale sapere dove si è verificato e, possibilmente, avere informazioni sufficienti per comprenderne la natura. Un allarme generico che segnala un problema lungo una tratta di diversi chilometri può avere un'utilità operativa limitata, soprattutto quando la squadra incaricata della verifica deve percorrere una grande distanza prima di raggiungere il punto interessato.
 
Per questo motivo, nella protezione perimetrale delle infrastrutture lineari, la capacità di localizzazione è spesso importante quanto la capacità di rilevamento. Un PIDS, cioè un Perimeter Intrusion Detection System, deve essere valutato non soltanto in base alla sua capacità di generare un allarme, ma anche in funzione della qualità delle informazioni che riesce a fornire agli operatori.
 
Un sistema di sicurezza perimetrale efficace dovrebbe aiutare a rispondere a domande molto concrete: dove sta avvenendo l'evento, quanto è credibile l'allarme, quale tipo di perturbazione è stata rilevata e quanto rapidamente è possibile verificare e gestire la situazione?

 
PIDS e fibra ottica nella protezione dei cavidotti
 
Le tecnologie di rilevamento distribuito in fibra ottica rappresentano una delle possibilità disponibili per la protezione perimetrale di infrastrutture lineari. In questo tipo di applicazione, la fibra può essere utilizzata come elemento sensibile lungo il percorso da proteggere, permettendo di rilevare le perturbazioni meccaniche associate ad attività come scavi, manomissioni o tentativi di danneggiamento dell'infrastruttura.
 
Il vantaggio principale di un approccio distribuito è la possibilità di monitorare tratte molto estese mantenendo la capacità di localizzare l'evento. Questo aspetto è particolarmente interessante quando il perimetro non coincide con una recinzione fisica ma con un'infrastruttura che può svilupparsi per molti chilometri.
 
Anche in questo caso, però, parlare semplicemente di tecnologia non è sufficiente. Un PIDS non dovrebbe essere selezionato perché offre una determinata caratteristica tecnica o perché rappresenta una soluzione semplice da installare. La scelta dovrebbe dipendere dall'analisi del rischio, dalle condizioni ambientali, dalla lunghezza della tratta, dal livello di precisione richiesto e soprattutto dalle procedure operative che verranno utilizzate dopo la generazione dell'allarme.
 
Un sistema di antintrusione perimetrale ha infatti valore quando l'informazione prodotta dal sistema può essere trasformata rapidamente in una decisione. Se un allarme non viene verificato o non esiste una procedura di risposta adeguata, anche la tecnologia più sofisticata rischia di avere un'efficacia limitata.

 
L'esperienza di GPS Standard con MILES
 
È proprio su queste esigenze che si basa l'esperienza di GPS Standard nella protezione di infrastrutture lineari. Nel corso degli anni sono stati sviluppati e realizzati diversi progetti nei quali la sicurezza perimetrale di cavidotti, pipeline e altre infrastrutture estese richiedeva qualcosa di più di un sistema di rilevamento tradizionale.
 
MILES è stato sviluppato da GPS Standard per questo tipo di applicazioni. Il sistema utilizza la fibra ottica e una tecnologia interferometrica per rilevare le perturbazioni meccaniche che si verificano lungo l'infrastruttura protetta. Nel caso dei cavidotti, questo permette di monitorare il percorso e di individuare l'area nella quale viene rilevato un evento compatibile con un'attività di scavo, manomissione o tentativo di danneggiamento.
 
Secondo la documentazione tecnica di GPS Standard, MILES può essere configurato per proteggere tratte fino a 25 chilometri e consente di localizzare l'evento con una precisione nell'ordine di pochi metri, in funzione della configurazione e dell'applicazione. La fibra ottica utilizzata come elemento sensibile non richiede inoltre alimentazione elettrica lungo la tratta e non è soggetta alle interferenze elettromagnetiche che possono rappresentare un problema per altre tecnologie.
 
Queste caratteristiche rendono MILES una tecnologia particolarmente interessante per alcune applicazioni di sicurezza perimetrale e protezione antintrusione di infrastrutture lineari. Tuttavia, la tecnologia non dovrebbe mai essere considerata separatamente dal contesto nel quale viene utilizzata. La stessa soluzione può avere caratteristiche di efficacia molto diverse a seconda dell'ambiente, del tipo di infrastruttura e delle procedure di sicurezza adottate dal cliente.

 
Risk assessment prima della tecnologia
 
Questo è probabilmente il punto più importante quando si parla di protezione perimetrale dei cavidotti. Prima di scegliere un PIDS o qualsiasi altra tecnologia di rilevamento, è necessario capire quale sia il rischio che si vuole ridurre.
 
La domanda non dovrebbe essere semplicemente quale sistema installare, ma cosa deve essere protetto, quali sono le minacce più realistiche, quali sono le vulnerabilità dell'infrastruttura e quale sarebbe l'impatto di un incidente. Bisogna inoltre considerare quanto tempo intercorre tra l'inizio dell'evento e la sua scoperta e quanto tempo è necessario per mettere in campo una risposta.
 
Un cavidotto che attraversa una zona industriale densamente frequentata presenta problematiche differenti rispetto a una tratta che attraversa una zona rurale e isolata. Anche il servizio trasportato cambia completamente la valutazione. Un collegamento secondario e una connessione dalla quale dipende un servizio essenziale non possono essere trattati nello stesso modo.
 
La sicurezza fisica, in questo senso, non è semplicemente una questione di dispositivi. È un processo che parte dall'identificazione degli asset e delle minacce e arriva alla scelta delle tecnologie, alla loro integrazione e alla definizione delle procedure di risposta.

 
Dalla sicurezza fisica alla resilienza dell'infrastruttura
 
Il tema assume ancora maggiore importanza quando il cavidotto appartiene a un'infrastruttura critica. La crescente attenzione europea verso la resilienza delle infrastrutture sta infatti portando le organizzazioni a considerare sempre più strettamente collegati gli aspetti di sicurezza fisica, sicurezza informatica e continuità operativa.
 
La Direttiva CER 2022/2557 ha introdotto un quadro europeo dedicato alla resilienza delle entità critiche, prevedendo tra gli altri elementi l'analisi dei rischi e l'adozione di misure appropriate per prevenire incidenti e proteggere le infrastrutture. Parallelamente, NIS2 ha aumentato l'attenzione sulla resilienza e sulla gestione del rischio negli ambiti legati alla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.
 
Per un'infrastruttura lineare, questa evoluzione è particolarmente significativa. Un danneggiamento fisico può provocare un'interruzione di un servizio digitale, mentre un incidente che riguarda un servizio digitale può avere conseguenze operative molto concrete sul mondo fisico.
 
La sicurezza perimetrale deve quindi essere considerata all'interno di un quadro più ampio di resilienza. PIDS, videosorveglianza, controllo accessi, sistemi di comunicazione e procedure operative devono poter lavorare insieme quando il livello di rischio lo richiede.

 
Proteggere il cavidotto significa proteggere ciò che viaggia al suo interno
 
Alla fine, la domanda più importante non è quanto vale il rame contenuto nel cavo.
 
La domanda è quanto vale ciò che quel cavo rende possibile.
 
È questa la prospettiva che dovrebbe guidare la progettazione della sicurezza perimetrale delle infrastrutture lineari. Il furto di rame può essere l'evento visibile e immediato, ma il vero impatto può manifestarsi sotto forma di perdita di connettività, interruzione di un servizio, fermo operativo, problemi di sicurezza o danni economici e reputazionali.
 
Per questo la protezione antintrusione di un cavidotto non dovrebbe essere affrontata semplicemente come l'installazione di un sensore lungo un percorso. Richiede una valutazione del rischio, una corretta progettazione della sicurezza fisica, la scelta della tecnologia più adatta e, quando necessario, l'integrazione tra PIDS, videosorveglianza e sistemi di gestione degli allarmi.
 
L'esperienza maturata da GPS Standard con MILES nasce proprio da questo approccio: sviluppare tecnologie per affrontare problemi reali di sicurezza perimetrale e applicarle in funzione delle caratteristiche dell'infrastruttura da proteggere.
 
Perché il vero obiettivo della sicurezza non è semplicemente rilevare un'intrusione.
 
È riuscire a capire cosa sta succedendo, dove sta succedendo e quanto rapidamente è necessario intervenire per evitare che un incidente diventi un'interruzione del servizio.

 
Proteggere il cavidotto significa proteggere ciò che dipende da esso.

 
Fonti e approfondimenti
 
GPS Standard, MILES, sistema di protezione perimetrale in fibra ottica.


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